"La domenica è una promessa".
Me lo ripeto mentre sto in macchina bloccato sotto il sole. 40 gradi all'ombra. Senza aria condizionata, naturalmente.
"La domenica è una promessa che facciamo a noi stessi".
Dopo aver indirizzato un fugace insulto al tizio intenzionato a rubarmi il posto, parcheggio, scendo e guardo la mia automobile: somiglia vagamente a quelle carovane del lontano West, così circondata dalla sabbia. Guardo l'interno della mia automobile: somiglia poco vagamente la mia soffitta che mi prometto di sistemare da 4 anni a questa parte. Anche lì c'è un tavolino da barbecue. Caricarmi quell'ammasso di oggetti addosso è stato meno simpatico che osservarlo. Magari il tavolino da barbecue potevo lasciarlo a casa. Sono un asino da soma nel deserto.
"La domenica è una promessa di relax che facciamo a noi stessi. Ma a volte rilassarsi è faticoso".
Magari il deserto. Davanti a me una cocente spiaggia di corpi rossicci e sudaticci occupa uniformemente ogni singolo granello di sabbia. Corpi che si agitano in un unico flusso di carne che gioca, nuota, si rosola al sole.
Demoniaco. Devo fuggire. L'istinto subitaneo è prontamente soppiantato dalla richiesta di aiuto delle mie spalle cariche che stanno cedendo. Sono costretto ad occupare la spiaggia. O quel che ne rimane. Stipato nel mio 1m x 1m di spazio, penso che dopotutto non sono stato tanto sfortunato. Se non fosse per quella piccola duna impertinente e le poche migliaia di ombrelloni aperti, riuscirei addirittura a vedere l'acqua del mare. Sistemerò dopo il gazebo e il tavolino. Adesso stendo il telo mare e mi godo un po' di relax.
"La domenica..."
Ranicchiato sulla sabbia, facendo attenzione a non colpire con i piedi la testa della signora davanti a me, cerco di trovare una conclusione soddisfacente al ragionamento che da tutta la mattina mi frulla in testa. Pretendo da me stesso una spiegazione, una parvenza di razionalità, un perché di tutto questo.
Così, pienamente assorto nel mio sforzo meditativo,una pallonata mi prende in piena faccia. E insieme alla palla, momento epifanico: mi colpisce un'illuminazione. La conclusione è che non ci può essere alcuna conclusione soddisfacente al mio ragionamento. Così ho smesso di pensarci su. Quel ragazzino... poteva anche chiedermi scusa, il maleducato.
Unica considerazione: adesso come adesso l'idea di tornare a lavoro domani mattina non mi sembra più così male.